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Sede

La sede dell’Orchestra a Plettro Senese è storica: invariata dalla fondazione. L’edificio è stato procurato all’associazione dagli stessi fondatori.
La struttura è dotata di un’ampia sala prove, quattro stanze impiegate come uffici e magazzini per la custodia degli strumenti. Oltre ai servizi igienici, la sede include un piccolo bancone da bar, anche se al giorno d’oggi questo rimane inutilizzato.
Dettaglio della targa all’ingresso della nostra sede.
Il Bar ha però un enorme valore come testimonianza storica di ciò che l’associazione è stata prima di trasformarsi in una vera e propria orchestra: il Circolo Mandolinistico Senese nasce come un gruppo di appassionati di strumenti a pizzico e a plettro e, per questo motivo, la sede rappresentava principalmente un punto di ritrovo e aggregazione. Non ci si recava in sede solo per fare musica, quindi: ci si ritrovava anche semplicemente per prendere un caffè o fare due chiacchiere con qualcuno che condividesse i nostri interessi e passioni.
La sala prove all’interno della sede dell’Orchestra a Plettro.
Oltre a tutto ciò di cui abbiamo parlato fino ad adesso, la sede dell’Orchestra a Plettro Senese vanta una terrazza su uno dei più bei panorami della città: la cattedrale di San Domenico sovrasta le Fonti di Fontebranda mentre la vallata, con le strade ripide e gli antichi tiratoi per la lana, oggi albergo, scende verso le mura e l’antica porta.
In quegli anni, d’estate, con la finestra della terrazza del Circolo aperta, la voce dei mandolini scendeva giù verso le antiche Fonti e la gente di Fontebranda stava per le strade ad ascoltare le prove. Per poi, una volta finite queste, laciare che la musica ed i canti si spostassero per le vie della città fino a notte tarda.
Veduta aerea dell’edificio ospitante la sede dell’Orchestra a Plettro e dell’area adiacente.
San Domenico dalla terrazza della sede

L’ARCHIVIO DEGLI SPARTITI

Oltre alle strutture di cui sopra, la sede dell’Orchestra a Plettro Senese ospita un importantissimo archivio storico degli spartiti, cresciuto con il costante e fondamentale impegno e sostegno di uno dei due fondatori dell’associazione: Alberto Bocci che, con la sua attività di trascrizione senza sosta dal 1921 agli anni ’90, contribuì enormemente all’archivio musicale, ormai comprendente più di mille brani.
Già da prima che il Circolo Mandolinistico Senese diventasse orchestra, infatti, cominciò a costituirsi un archivio musicale di notevole valore. Le parti per i vari strumenti venivano trascritte a mano, con grande fatica e con notevole impiego di tempo. La trascrizione amanuense è stata eseguita fino agli anni settanta, fino a che la tecnologia non ha reso rapido e semplice questo lavoro che prima richiedeva grande esperienza, perizia e precisione.
Alberto Bocci ha firmato quasi tutte le trascrizioni dell’archivio musicale, ma anche altri orchestrali, come Umberto Peccianti hanno, negli anni successivi, trascritto musica. Veder oggi quei fogli ingialliti, nei quali la scrittura delle note sembra un disegno, datati e firmati, con i titoli arricchiti da svolazzi eseguiti con la penna a cannello, il pennino col suo tratto grande e poi piccolo fa davvero emozionare e provare un profondo senso di tenerezza. Ma quei fogli, usatissimi, non erano trattati con particolare riguardo, in quanto oggetti d’uso costante, continuo. Sopra alle pagine si possono osservare segni, correzioni, modifiche, appunti a penna, matita, cancellature ed altri appunti e tipi di puntualizzazioni: segni inequivocabili di studio ed impegno continuato nella loro singola esecuzione.
Leggendo i titoli delle opere in archivio, ci si ritrova faccia a faccia con la storia di quegli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale. In archivio troviamo numerosi pezzi scritti da Giovanni Murtula, da Calace (celebre mandolinista e liutaio napoletano), brani di musica operistica, sinfonica, romanze, canzoni napoletane, inni patriottici come ”L’addio del volontario”, per intenderci, inni del ventennio  come ”Vincere” o  “Giovinezza”, pezzi scritti in occasione delle conquiste in Africa, come “Nell’oasi “o “Ronda Araba” musicata dal maestro Bocci che arricchì la raccolta di musiche di numerosi brani di sua creazione, canzoni dedicate a Siena e alla Toscana, a Napoli ed al Giappone in ricordo della sua esperienza vissuta in quel paese.
Circolo Mandolinistico Senese “A. Bocci”
Via Franciosa, 36, Siena (53100), SI, IT

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